Vittorio Zucconi, La Repubblica, 15/03/1997, 15 marzo 1997
Forse, ma i medici che devono occuparsi di neonati venuti al mondo con ”genitali ambigui”, un po’ maschili e un po’ femminili chiedono come debbano comportarsi, quale volto di quella sessualità ambigua ed ermafrodita debbano - o possano mascherare
Forse, ma i medici che devono occuparsi di neonati venuti al mondo con ”genitali ambigui”, un po’ maschili e un po’ femminili chiedono come debbano comportarsi, quale volto di quella sessualità ambigua ed ermafrodita debbano - o possano mascherare. Non ci sono morali facili, nè finali hollywoodiani con musica sentimentale, per la triste favola di Giovannino e il Pisello. Soltanto una constatazione, se così vi pare: in materia di sesso, come in ogni altra piega della vita, siamo quel che vogliamo essere, e non quello che gli altri vorrebbero costringerci a essere. Abbiamo tanta paura dei cloni, in queste ore, ma la storia di Giovannino ci avverte che è sempre molto più facile manipolare il corpo di un essere umano che il suo spirito.