Michele Serra, L’Unit, 21/03/1997, 21 marzo 1997
Preparando cinquemila emendamenti contro il pur blando antitrust televisivo messo in campo, molto pigramente, dal governo, il Polo conferma di essere tuttora, a due anni e mezzo dalla ”discesa in campo” di Berlusconi, soprattutto l’emanazione politica di una grande azienda privata
Preparando cinquemila emendamenti contro il pur blando antitrust televisivo messo in campo, molto pigramente, dal governo, il Polo conferma di essere tuttora, a due anni e mezzo dalla ”discesa in campo” di Berlusconi, soprattutto l’emanazione politica di una grande azienda privata. Sull’altro fronte (altro?), il senatore dei popolari Vittorio Cecchi Gori ottiene dalla Rai un pazzesco favore: mezzo calcio (che Tmc non avrebbe i soldi per comprare, nonostante le cifre ”sparate” dal suo padrone) in cambio di un po’ di film, tra i quali fanno spicco ”Viva San Isidro” di Alessandro Cappelletti e ”Ferie d’Agosto” di Paolo Virzì. Davvero, quando si parla di televisione, la politica italiana riesce a dare il peggio di sé. Non so chi abbia avuto l’idea geniale, ai tempi, di candidare Cecchi Gori con l’Ulivo. So, però, che fu una pessima e poco morale pensata: non si può denunciare il conflitto d’interessi per Berlusconi e far finta di niente per Cecchi Gori solo perché Cecchi Gori ha meno quattrini e meno potere. I princìpi, se sono princìpi, sono uguali per tutti. E niente, adesso, può scaricare dal groppone del governo e della Rai il meritato sospetto di avere favorito smaccatamente il senatore dell’Ulivo Vittorio Cecchi Gori.