Pietro Calabrese, Il Messaggero, 22/03/1997, 22 marzo 1997
Eppure anche suoi stretti collaboratori hanno lasciato intendere che non condividevano questa sua furia
Eppure anche suoi stretti collaboratori hanno lasciato intendere che non condividevano questa sua furia... «Gli uomini di Mediaset sono preoccupati. Non si dimentichi che c’è la mannaia del 31 maggio prossimo, data in cui scadrà la proroga del decreto tv. I dirigenti e i giornalisti delle reti si sentono sotto ricatto, anche loro vivono di stipendio e tengono famiglia... Perfino Emilio Fede si è trasformato, negli ultimi tempi è un altro». Se anche Fede perde la fede significa che non c’è più speranza? «Per carità, la speranza c’è. Ho fiducia che alla fine responsabilità e buon senso assisteranno chi nel governo e nella maggioranza dovrà decidere. Altrimenti avrà ragione chi pensa che i ravvedimenti, le svolte, gli atti di fede nella democrazia e nello Stato di diritto siano soltanto parole. Avrà anche ragione chi mi dice: hai mai visto, caro Silvio, un lupo diventare vegetariano?» (Silvio Calabrese a Pietro Calabrese)