Massimo Fini, Il Giorno, 21/03/1997, 21 marzo 1997
Ho infine sentito dire da alcuni pugliesi la cosa più ragionevole: «Noi siamo disposti ad aiutare gli albanesi purché anche loro facciano qualcosa per aiutarsi da sé»
Ho infine sentito dire da alcuni pugliesi la cosa più ragionevole: «Noi siamo disposti ad aiutare gli albanesi purché anche loro facciano qualcosa per aiutarsi da sé». quanto la gente del Nord chiede da tempo a quella del Sud ricevendone quasi sempre risposte deludenti o lamentose o rabbiose o sussiegose. L’altra sera alla trasmissione della Annunziata a una ragazza di Napoli, che faceva da dieci minuti il pianto greco per le condizioni di vita della sua città, è stato chiesto se sarebbe stata disposta a trasferirsi al Nord dove le occasioni di lavoro, per chi abbia voglia, non mancano: «No» ha risposto fra un uragano di applausi «è un mio diritto rimanere sulla mia terra». Certamente, ma allora si accettano le condizioni del luogo, non ci si lamenta da mane a sera, non si aspetta eternamente l’aiuto dal Cielo e ci si rimbocca le maniche. I diecimila albanesi che sono arrivati qui, per esempio, sono persone che, a differenza di quella ragazza napoletana, hanno rinunciato al «diritto a rimanere sulla propria terra». E meritano rispetto. Così come, certo, vanno anche stimolati a non adagiarsi nell’assistenzialismo. «Aiutati che il Ciel ti aiuta». Vale per gli albanesi, ma vale anche per tutti noi. Meridionali compresi.