Maurizio Blondet, Avvenire, 04/03/1997, 4 marzo 1997
Pochi giornali hanno parlato ieri di ”Little Africa”: così il signor Alfredo Tulliani di Raiano (l’Aquila), ha chiamato il suo allevamento di struzzi su cui sta costruendo - con un investimento di 5 miliardi-il primo impianto nazionale per la macellazione industriale del gran volatile
Pochi giornali hanno parlato ieri di ”Little Africa”: così il signor Alfredo Tulliani di Raiano (l’Aquila), ha chiamato il suo allevamento di struzzi su cui sta costruendo - con un investimento di 5 miliardi-il primo impianto nazionale per la macellazione industriale del gran volatile. Le leggi italiane, sempre in ritardo, non consentono ancora la vendita di bistecche di struzzo. Ma il signor Tulliani anticipa, fiducioso, il futuro. Per ora mantiene sui suoi prati l20 femmine, come fattrici ovaiole, conta di portarle a trecento entro il ’97: quanto basta a produrre 6-9 mila capi l’anno. Ha fatto i suoi conti: ”La carne, rossa e molto pregiata, verrà sulle trentamila al chilo. Ma già oggi si commercializzano le uova (per oggetti di calcio per l’infanzia e soprammobili), la pelle, le famose piume. E anche le ciglia, molto richieste dall’industria cosmetica per fabbricare le ciglia finte”.