Maurizio Blondet, Avvenire, 04/03/1997, 4 marzo 1997
Grazie anche a una certificazione di qualità internazionale (Iso 9002) che la ditta s’è guadagnata per l’impeccabile garanzia di igiene che i suoi impianti forniscono
Grazie anche a una certificazione di qualità internazionale (Iso 9002) che la ditta s’è guadagnata per l’impeccabile garanzia di igiene che i suoi impianti forniscono. Il signor Petrocelli, che ha venti dipendenti, si vanta a ragione di vendere chiavi-in-mano mattatoi ”asettici come una sala operatoria”. Tutti progettati al computer. Inorridiscano pure gli animalisti e i cuori teneri. Ma a noi lascino l’ammirazione per il multiforme ingegno nazionale che, per campare (ed esportare), s’è conquistato un primato in questo campo poco comune. Che in posti come Raiano (l’Aquila) o Bernalda (Matera) qualcuno si sia inventato un Made in Italy ignoto alle riviste di moda, ma apprezzato dai macellai fino in Vietnam e in Australia, a Buenos Ayres e a Samarcanda, ci riempie d’orgoglio. E anche di speranza, di fronte a tempi che si profilano difficili. Fantasia imprenditoriale, preveggenza, attenzione alle esigenze del cliente per quanto umile, e flessibilità artigianale, evidentemente, non sono ancora morte. Come si diceva del maiale, dello struzzo non si butta via niente, ha spiegato il signor Tulliano, l’allevatore abruzzese. Vale anche per l’italiano.