Alessandro Fig-Talamanca, La Repubblica, 24/09/1996, 24 settembre 1996
Può la matematica contribuire a farci capire qualcosa del processo ad Andreotti? Può sembrare strano, ma sono proprio le vicende del processo Andreotti che mi hanno aiutato a spiegare un concetto matematico agli studenti del primo anno
Può la matematica contribuire a farci capire qualcosa del processo ad Andreotti? Può sembrare strano, ma sono proprio le vicende del processo Andreotti che mi hanno aiutato a spiegare un concetto matematico agli studenti del primo anno. La procedura dovrebbe essere reversibile. Proviamoci. Si comincia con Archimede. Fu lui a dimostrare nel III secolo a.C., che il numero dei granelli di sabbia nell’universo, per quanto molto grande, è un numero finito. Fu usata allora, per la prima volta, una proprietà delle grandezze che ha preso il nome di ”proprietà archimedea”. Le grandezze usuali che servono per misurare le cose, ad esempio i metri, i chilometri e i millimetri, ma anche le ore, i minuti, i secondi, gli anni, i secoli, e così via, hanno la ”proprietà archimedea”.