Alessandro Fig-Talamanca, La Repubblica, 24/09/1996, 24 settembre 1996
Questa proprietà sembra ora così naturale che è difficile per uno studente del primo anno universitario capirne l’importanza
Questa proprietà sembra ora così naturale che è difficile per uno studente del primo anno universitario capirne l’importanza. Esistono, si chiede lo studente intelligente, grandezze che non godono della proprietà archimedea? La risposta è sì, ma è difficile darne un esempio alla portata degli studenti. Leibniz tre secoli fa aveva provato a usare grandezze non archimedee (gli infinitesimi) per fondare ciò che ancora porta il nome storico di ”calcolo infinitesimale”. Ma il tentativo, abbandonato dai matematici nell’Ottocento, è riuscito solo in questo secolo, negli anni Sessanta, a opera di un matematico israeliano: Abraham Robinson. I suoi metodi però non sono alla portata degli studenti del primo anno. Eppure le grandezze non archimedee esistono in natura, e non solo nei libri di matematica. Da quando è cominciato a Palermo il processo ad Andreotti, anche l’insegnante del primo anno universitario può attingere all’esperienza di tutti i giorni per dare un esempio di grandezza non archimedea.