Carlo Fruttero - Franco Lucentini, La Stampa, 16/03/1997, 16 marzo 1997
Un prezioso assist di Machiavelli ci toglie da una situazione dialettica alquanto difficile. Tutto vero, tutto giusto, ribattiamo, ma al Principe, anche al più cinico, non conviene non tener conto dei sentimentalismi dei suoi sudditi, ignorare i simboli, i riti, le tradizioni del Prinicipato
Un prezioso assist di Machiavelli ci toglie da una situazione dialettica alquanto difficile. Tutto vero, tutto giusto, ribattiamo, ma al Principe, anche al più cinico, non conviene non tener conto dei sentimentalismi dei suoi sudditi, ignorare i simboli, i riti, le tradizioni del Prinicipato. «Ma quali simboli? Dove sono finiti i simboli? Su Internet?». «Appunto. Proprio perchè i simboli tendono a diluirsi, a confondersi nell’inderterminatezza totale e mortale, quei pochi che ancora bene o male galleggiano vanno conservati accanitamente. I marinai di Nelson saranno stati magari dei meticci analfabeti ma quando la bandiera dell’ammiraglio è salita sul pennone...». Boksic si fa espellere, la Juve è rimasta in dieci. Bandiere zebrate sventolano disperatamente sugli spalti di San Siro. «E tu li vorresti mandare ogni volta a Reggio Emilia, deliziosa città?». Il nostro ospite non ci ascolta, si morde le mani per il restante quarto d’ora. Le fiamme languono, i cani dormono, la Juventus «si aspetta che ogni uomo faccia il suo dovere».