F. Gal., La Stampa, 03/04/1997, 3 aprile 1997
Inghilterra. Gli inglesi sono stati contrari fin dall’inizio all’intervento in Albania perché considerano la missione ad alto rischio e perché giudicano l’Italia inadeguata
Inghilterra. Gli inglesi sono stati contrari fin dall’inizio all’intervento in Albania perché considerano la missione ad alto rischio e perché giudicano l’Italia inadeguata. Il ”Times” ha invitato il nostro paese a ripensarci: «La forza si infila nel pasticcio albanese per confrontarsi non con una sfida politica o una guerra civile, ma con ladri, gangster e opportunisti»; vengono messi in dubbio anche i motivi umanitari, ritenendo piuttosto che l’Italia si muove per interessi nazionali, per bloccare l’invasione dei profughi. Sul piano tecnico poi «l’Italia ha poca esperienza e un passato incerto in tema di operazioni militari. L’ultimo intervento in Albania, ordinato da Mussolini, fu preludio di una guerra disastrosa e sono ancora profondi i ricordi di inettitudine durante la guerra. Un più recente tentativo di ristabilire l’ordine in Somalia è finito in catastrofe». Il colonnello Terence Taylor, vicedirettore dell’Istituto internazionale di studi strategici (Iliss) di Londra: « tutto politico il bandolo della matassa della situazione in Albania, tanto confusa e delicata da non permettere di credere in una soluzione militare. percezione generale che la figura del presidente Sali Berisha appartenga sempre più al problema e non alla soluzione».