Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  aprile 03 Giovedì calendario

Inghilterra. Gli inglesi sono stati contrari fin dall’inizio all’intervento in Albania perché considerano la missione ad alto rischio e perché giudicano l’Italia inadeguata

Inghilterra. Gli inglesi sono stati contrari fin dall’inizio all’intervento in Albania perché considerano la missione ad alto rischio e perché giudicano l’Italia inadeguata. Il ”Times” ha invitato il nostro paese a ripensarci: «La forza si infila nel pasticcio albanese per confrontarsi non con una sfida politica o una guerra civile, ma con ladri, gangster e opportunisti»; vengono messi in dubbio anche i motivi umanitari, ritenendo piuttosto che l’Italia si muove per interessi nazionali, per bloccare l’invasione dei profughi. Sul piano tecnico poi «l’Italia ha poca esperienza e un passato incerto in tema di operazioni militari. L’ultimo intervento in Albania, ordinato da Mussolini, fu preludio di una guerra disastrosa e sono ancora profondi i ricordi di inettitudine durante la guerra. Un più recente tentativo di ristabilire l’ordine in Somalia è finito in catastrofe». Il colonnello Terence Taylor, vicedirettore dell’Istituto internazionale di studi strategici (Iliss) di Londra: « tutto politico il bandolo della matassa della situazione in Albania, tanto confusa e delicata da non permettere di credere in una soluzione militare. percezione generale che la figura del presidente Sali Berisha appartenga sempre più al problema e non alla soluzione».