Massimo Fini, Il Tempo, 29/03/1997, 29 marzo 1997
Roma - Eccolo qui avanti a me, Erich Priebke, ”il boia delle Fosse Ardeatine”. Ho negli occhi una a fotografia di quegli anni: sotto la visiera del berretto di ordinanza delle SS c’e il volto di un bel ragazzo, leggermente involgarito dal taglio troppo largo della bocca, splendente di una giovinezza spavalda e un po’ fosca, il classico ”nazi” dell’immaginario collettivo, uno che sembra uscito paro paro dalla Caduta degli dei di Visconti
Roma - Eccolo qui avanti a me, Erich Priebke, ”il boia delle Fosse Ardeatine”. Ho negli occhi una a fotografia di quegli anni: sotto la visiera del berretto di ordinanza delle SS c’e il volto di un bel ragazzo, leggermente involgarito dal taglio troppo largo della bocca, splendente di una giovinezza spavalda e un po’ fosca, il classico ”nazi” dell’immaginario collettivo, uno che sembra uscito paro paro dalla Caduta degli dei di Visconti.