Massimo Fini, Il Tempo, 29/03/1997, 29 marzo 1997
Che cosa resta oggi di quel Priebke? Fisicamente nulla. Il tempo ha fatto il suo lavoro sull’antica SS
Che cosa resta oggi di quel Priebke? Fisicamente nulla. Il tempo ha fatto il suo lavoro sull’antica SS. La lucentezza della pelle se n’è andata, il candore nordico ha lasciato il posto ad un opaco colore mattone pigmentato qua e là dalla macule che son proprie degli anziani. Anche i famosi occhi chiari, sempre descritti come ”gelidi” se non addirittura ”spietati”, a me paiono semplicemente gli occhi chiari, un po’ slavati e sbiaditi, di un vecchio. Quel comportamento rigido e altero che Priebke ha ostentato in Tribunale, e che tanto ha indispettito l’opinione pubblica italiana, qui, in questa celletta del convento di San Bonaventura, lontano da troppi sguardi, cede ad un fare molto più affabile e cordiale con punte da buontempone. E non è per ingraziarsi l’ospite, come mi confermeranno i carabinieri della scorta che ci osservano al di là della porta che resta aperta giorno e notte e anche ora mentre facciamo l’intervista.