Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  marzo 29 Sabato calendario

Mi spiega il giovane sergente: «Il signor Priebke è ormai una star. Molti colleghi sono curiosi di vederlo

Mi spiega il giovane sergente: «Il signor Priebke è ormai una star. Molti colleghi sono curiosi di vederlo. E così l’altra sera sono venuti da Roma per un’ispezione di cui non c’era la necessità, han fatto fracasso con gli scarponi e lui si è svegliato». Si chiacchiera a mezzo fra la porta e il corridoio con Priebke, il suo procuratore, Paolo Giachini e i carabinieri. Su una mensola c’è una piantina fiorita mandata da una signora settantacinquenne. Pare che sia innamorata e che voglia a tutti i costi venire a trovarlo. Priebke fa una battuta grassa, vecchiotta, volgare. Tutti ridono. Ho l’impressione che Priebke possa essere stato sopravvalutato. un uomo di studi modesti che in tutta la sua vita, a parte la parentesi nazi, ha fatto, prima e dopo, il cameriere o, al massimo, il maitre d’hotel. F. in effetti, a osservarlo meglio, certe sue rigidità ed impettimenti così come, almeno qui, certe sue cerimoniosità, hanno lo stile del personale di un hotel di buon livello. Non vorrei che stessimo processando, con tanto furore, un cameriere.