Massimo Fini, Il Tempo, 29/03/1997, 29 marzo 1997
Lei, Priebke, ha passato quasi cinquant’anni in Sud America. Si sente più tedesco o più argentino? «Non saprei
Lei, Priebke, ha passato quasi cinquant’anni in Sud America. Si sente più tedesco o più argentino? «Non saprei... Prendiamo questa cosa del calcio. Una volta c’è stata Germania-Argentina e per me era uguale che vincesse l’una o l’altra. Io non sono né carne né pesce, capisce? Col mio cuore sono rimasto tedesco e non ho mai cambiato la cittadinanza, ma per vivere preferirei l’Argentina». Perché? «Per i grandi spazi, perché la vita e più libera, specialmente dove vivevo io, in Patagonia. Bariloche è una città di 95.000 abitanti e intorno, per 400 chilometri, non c’é nessuno. E poi là abbiamo una popolazione d’alto livello, perché c’è il Centro atomico argentino, i professori, gli studenti, gente bien istruita. Gli altri sono italiani, spagnoli, polacchi, russi, di tutto. una realtà cosmopolita anche se l’elemento latino prevale. In realtà io vivo da cinquant’anni fra i latini. Sono mezzo latino, parlo, vede, con le mani, come gli italiani. (Erich Priebke a Massimo Fini)