Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  marzo 29 Sabato calendario

Ma in tribunale lei era molto rigido, molto impettito molto tedesco . . .  una maschera che porto per sopportare tutto questo

Ma in tribunale lei era molto rigido, molto impettito molto tedesco . . .  una maschera che porto per sopportare tutto questo. In principio, sa, avevo un avvocato tedesco, di Berlino. lui mi ha detto: noi vogliamo fare un processo come quello di O-J. Simpson in Nord America e a Simpson hanno consigliato di essere naturale, di ridere, di piangere, ecco lei, Priebke, dovrebbe fare così. Eh, ma per me era difficile. Perché io sono uno che se viene accusato ha l’istinto di rispondere. E lì hanno detto bugie contro di me, mi hanno calunniato, mi hanno massacrato. E col clima che c’era io non potevo replicare. Così mi sono messo questa maschera». (Erich Priebke a Massimo Fini)