Massimo Fini, Il Tempo, 29/03/1997, 29 marzo 1997
In carcere si è soli e si ha molto tempo per riflettere. Quali sono stati i suoi pensieri ricorrenti in questi tre anni? «Dal 9 maggio del ’94, giorno del mio primo arresto, avvenuto di notte, cosa che causò a mia moglie uno choc da cui non s’è più ripresa, io, dalla mattina quando mi alzo alla sera quando vado a letto, ho un solo pensiero fisso: la mia condizione di prigioniero, la mia croce, il mio calvario, lo chiami come vuole»
In carcere si è soli e si ha molto tempo per riflettere. Quali sono stati i suoi pensieri ricorrenti in questi tre anni? «Dal 9 maggio del ’94, giorno del mio primo arresto, avvenuto di notte, cosa che causò a mia moglie uno choc da cui non s’è più ripresa, io, dalla mattina quando mi alzo alla sera quando vado a letto, ho un solo pensiero fisso: la mia condizione di prigioniero, la mia croce, il mio calvario, lo chiami come vuole». (Erich Priebke a Massimo Fini)