Massimo Fini, Il Tempo, 29/03/1997, 29 marzo 1997
Però lei stava nelle SS e questo richiedeva un’adesione ideologica particolare. «Io non ero nelle SS
Però lei stava nelle SS e questo richiedeva un’adesione ideologica particolare. «Io non ero nelle SS. Mi hanno affiliato. Non ho mai fatto una richiesta di entrare. Quando mi hanno trasferito dall’ufficio stampa, dove stavo come traduttore, mi hanno messo nelle SS. Ma era una cosa automatica. Forse, per capire, bisogna che spieghi qualcosa delle mie origini. Ho fatto le scuole solo fino a 14 anni. Sono dovuto andare subito a lavorare e mi sono potuto permettere solo un po’ di serali. Non ha fatto la ”matura”. Sono rimasto orfano a sette anni. Mio padre è morto di cancro allo stomaco che si era portato, con i gas, dalla prima guerra mondiale, mia madre sei mesi dopo. Sono stato allevato nella famiglia della sorella di mio padre. Mio zio, che era pure lui un autodidatta, ma aveva fatto una buona carriera, era ispettore delle Poste, mi ha detto: ”Tu devi lavorare, imparare qualcosa per guadagnarti da vivere, perché io potrei morire anche domani”. I miei maestri di scuola volevano che continuassi a studiare, ma non è stato possibile. Tutto ciò che so l’ho imparato da autodidatta. Così ho fatto un corso di nove mesi per un posto di Commissario di Polizia. E tutto é cominciato da lì». (Erich Priebke a Massimo Fini)