Francesco Merlo, Corriere della Sera, 02/04/1997, 2 aprile 1997
Giunto alle 20 di lunedì, Andreatta ha sentito il bisogno di vuotare il sacco rilasciando una lunga intervista a ”Repubblica”
Giunto alle 20 di lunedì, Andreatta ha sentito il bisogno di vuotare il sacco rilasciando una lunga intervista a ”Repubblica”. All’incirca alla stessa ora, Romano Prodi, che all’università fu suo allievo, un po’ come Giotto e Cimabue o come Dante e Virgilio, dichiarava: «Il ministro Andreatta sta zitto perché è tenuto al silenzio». Invece il professore di economia politica stava spiegando che «l’incidente è stato provocato da un comportamento irresponsabile della nave albanese» e il ribaltamento è stato causato da quei disperati che, invece di stare fermi e sull’attenti, come avrebbero dovuto e come certamente avrebbe fatto pure il Nostro, «all’atto dell’impatto si sono con ogni verosimiglianza improvvisamente spostati sul lato sinistro dell’imbarcazione». Pazzi, che non conoscevano Orazio: Aequam memento rebus in arduis servare mentem, (nelle difficoltà ricorda di mantenere l’equilibrio).