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 1997  aprile 02 Mercoledì calendario

Dopo questa partenza stentata, Andreatta, accompagnandosi con un vago movimento della mano, sente il bisogno di scavare in profondità, di penetrare dentro «il fatto dell’altro giorno» e finalmente smaschera i traditori ed espone i colpevoli alla gogna: sono i media italiani «che non si preoccupano del supremo interesse nazionale

Dopo questa partenza stentata, Andreatta, accompagnandosi con un vago movimento della mano, sente il bisogno di scavare in profondità, di penetrare dentro «il fatto dell’altro giorno» e finalmente smaschera i traditori ed espone i colpevoli alla gogna: sono i media italiani «che non si preoccupano del supremo interesse nazionale..., e sono impazziti, soprattutto la televisione, anche il servizio pubblico», perché «fa spettacolo sulla pelle dei profughi mandando in onda nei telegiornali le lacrime dei superstiti». Il ministro è dell’avviso che non bisognerebbe mostrare gli albanesi che piangono «perché i nostri Tg si vedono in Albania», e i vivi che si disperano per i loro morti sono «gorgo di informazioni distorte tendenti a suscitare emozioni». I Tg dovrebbero parlare come lui: non ci sono stati morti ma «dispersi», «il pattugliamento italiano ha salvato migliaia di albanesi», «il fatto dell’altro giorno è stato causato dall’imperizia di chi aveva rubato la barca», «bisogna attendere con fiducia la fine dell’inchiesta del magistrato». E bisogna mostrare albanesi che sorridono e ringraziano, ma sempre abbandonandosi alla nostalgia, perché si devono scoraggiare le partenze. Anche le tv devono fare la loro parte di blocco, i telegiornali devono attuare un bel pattugliamento mentale, una grande intimidazione per immagini. E invece «i telegiornali italiani, titolando i loro servizi con la frase ”la via della speranza” hanno formulato agli albanesi l’invito subliminale e forte di venire in Italia, di fuggire dal proprio Paese, di tentare il tutto per tutto, contraddicendo gli sforzi del governo».