Francesco Merlo, Corriere della Sera, 02/04/1997, 2 aprile 1997
Ieri mattina infine Andreatta si è presentato in commissione parlamentare e ai senatori, che ovviamente avevano sul tavolo la sua lunga intervista, ha ripetuto quel che già aveva dichiarato, ma ha premesso di essere rimasto sino ad allora rigorosamente zitto, ha rivendicato un silenzio studiato, per scelta e per dovere: «Ho volutamente atteso l’occasione di questa riunione per un doveroso senso di rispetto nei confronti del Parlamento»
Ieri mattina infine Andreatta si è presentato in commissione parlamentare e ai senatori, che ovviamente avevano sul tavolo la sua lunga intervista, ha ripetuto quel che già aveva dichiarato, ma ha premesso di essere rimasto sino ad allora rigorosamente zitto, ha rivendicato un silenzio studiato, per scelta e per dovere: «Ho volutamente atteso l’occasione di questa riunione per un doveroso senso di rispetto nei confronti del Parlamento». E tuttavia questa sua evidente menzogna è stata classificata come un’altra di quelle mille bizzarrie che lo hanno reso famoso: la pipa accesa dentro i calzoni che cominciano a fumare disturbandolo e irritandolo, «ma che succede qui?»; la moglie dimenticata in albergo; il viaggio in auto a Londra e il ritorno a Roma in aereo con regolare denuncia per furto perché nel garage romano era ”sparita” la sua auto... dunque probabile che Andreatta si sia ”dimenticato” dell’intervista che aveva rilasciato.