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 1997  aprile 02 Mercoledì calendario

Davvero percorrere la sua biografia è come leggere e rileggere Camus. Citiamo a caso. Al primo concorso per ordinario fu bocciato perché aggredì il presidente della commissione esaminatrice, il professore Giuseppe Di Nardi: «Mi permetta, ma la sua visione dell’economia è decisamente altomedievale»

Davvero percorrere la sua biografia è come leggere e rileggere Camus. Citiamo a caso. Al primo concorso per ordinario fu bocciato perché aggredì il presidente della commissione esaminatrice, il professore Giuseppe Di Nardi: «Mi permetta, ma la sua visione dell’economia è decisamente altomedievale». Spesso ammette con orgoglio di essere «presuntuoso», «in consiglio dei ministri quando parlo con i colleghi mi accadono fenomeni di misunderstanding». Nel 1977 al vecchio Giuseppe Medici, Andreatta confidò: «Devo dire che noi tecnici siamo un disastro, se per esempio nel 1976 Moro mi avesse dato retta a quest’ora l’economia italiana sarebbe andata a fondo». «Simpatico», direte voi sottovalutando i danni che può fare. Nulla infatti si comprenderà del nostro ministro della Difesa se, per prima cosa, non si afferra questo suo carattere fondamentale: non è né buono né cattivo, né morale né immorale, né simpatico né antipatico. Sono categorie che non gli si addicono: appartiene invece a una specie singolarissima, alla quale Albert Camus riservava un nome che era pure una filosofia, un nome che indica uno stato di fatto e la coscienza lucida che certe persone hanno di questo stato di fatto: assurdo.