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 1997  aprile 01 Martedì calendario

SICILIA

La Regione Sicilia ha un bilancio di 27 mila miliardi, l’80% dei quali destinato alle spese correnti che sono, più o meno, quelle per l’occupazione e il personale. I disoccupati iscritti nelle liste di tutta l’isola sono 360 mila, i precari almeno un milione. La disoccupazione tocca il 23% e gli stipendiati della Regione che lavorano davvero sono 130 mila. La Regione è la maggiore ”industria” siciliana e gestisce 38 mila giovani che frequentano 2.548 corsi di formazione professionale. I docenti sono 5.200, 328 i miliardi di spesa. I corsi durano un anno e di solito vengono prorogati; 7.500 giovani frequentano 500 corsi allestiti con i contributi regionali (220 miliardi) e con i contributi della Ue (174 miliardi). I docenti sono 5 mila, i coordinatori 2 mila. La società ”Resais” è un parcheggio inventato dalla Regione che la usa per depositarvi i dipendenti delle aziende regionali in crisi: prende in carico uomini e donne (oggi sono 3.600) che passano anni inseriti nella pubblica amministrazione. I giovani dell’ ”articolo 23” sono 36 mila; impiegati in progetti di utilità sociale ricevono uno stipendio di 800 mila lire mensili ed operano nel settore culturale, nei servizi, nell’assistenza familiare. I ”contrattisti di gradualità”, nati dall’accordo tra le organizzazioni agricole del sindacato e 167 aziende, sono 1.500, guadagnano il 34% in meno rispetto alle tabelle standard e dovrebbero recuperare il salario pieno entro il 1999. I disoccupati di lunga durata da inserire in lavori socialmente utili sono 20 mila, finanziati con 70 miliardi dello Stato e 260 della Regione. Ci cono poi 16 mila forestali e 700 catalogatori, giovani che, con un contratto a termine rinnovato di continuo, lavorano in musei e biblioteche. Infine ci sono i 20 mila dipendenti dell’amministrazione regionale, la metà a Palermo, gli altri sparsi nell’isola.