Vittorio Zucconi, La Repubblica, 07/03/1997, 7 marzo 1997
Nessuno ha avuto pietà per questo malato che deve imbottirsi di medicine ogni giorno per funzionare come essere umano, per vivere con le ferite psicologiche inferte da un’infanzia e da un padre atroci e oggi per essere all’altezza di una macchina commerciale che, dopo averlo imposto al mondo con la favoletta cinematografica a lieto fine di Shine, cerca di venderlo come pianista
Nessuno ha avuto pietà per questo malato che deve imbottirsi di medicine ogni giorno per funzionare come essere umano, per vivere con le ferite psicologiche inferte da un’infanzia e da un padre atroci e oggi per essere all’altezza di una macchina commerciale che, dopo averlo imposto al mondo con la favoletta cinematografica a lieto fine di Shine, cerca di venderlo come pianista. «Siete tutti soltanto degli sporchi intellettuali», grida la moglie Gillian Murray, che lo assiste da anni e lo ha aiutato a uscire dallo stato catatonico nel quale era precipitato dopo l’infanzia.