Vittorio Zucconi, La Repubblica, 07/03/1997, 7 marzo 1997
Ma chi conosce la pietà (e un po’ di musica) e lo ha ascoltato suonare in tv, non comprerà biglietti, non acquisterà Cd, non sintonizzerà più il televisore, perché quelli di David Helfgott non sono concerti, sono torture
Ma chi conosce la pietà (e un po’ di musica) e lo ha ascoltato suonare in tv, non comprerà biglietti, non acquisterà Cd, non sintonizzerà più il televisore, perché quelli di David Helfgott non sono concerti, sono torture. Sono il nuovo capitolo di una vita tragica che è passata dalla tortura privata inflitta da un padre alla tortura pubblica inflitta ora dai suoi sfruttatori. I critici americani hanno detto che di lui non scriveranno più, perché come pianista non può essere preso in considerazione e come vittima del circo marketing merita compassione e silenzio.