Stenio Solinas, Il Giornale, 20/03/1997, 20 marzo 1997
Era bella Il Cairo degli anni Trenta, capitale di un regno indipendente, il bazar di Khan el Khalili vicino alla piazza dell’Opera, la moschea di Aq Sunqur; il giardino Ezbekiya che costeggia la Città Vecchia, la Reale Società Geografica alle prese con la mappatura del Deserto Libico, casella ancora vuota sulla carta dell’Africa, lo Zarzura Club di Ralph A
Era bella Il Cairo degli anni Trenta, capitale di un regno indipendente, il bazar di Khan el Khalili vicino alla piazza dell’Opera, la moschea di Aq Sunqur; il giardino Ezbekiya che costeggia la Città Vecchia, la Reale Società Geografica alle prese con la mappatura del Deserto Libico, casella ancora vuota sulla carta dell’Africa, lo Zarzura Club di Ralph A. Bagnold, che non era un circolo di piacere, ma il vincolo che univa viaggiatori di nazionalità diverse, nel nome di un luogo mitico e ancora da scoprire... Crocevia internazionale, era uno straordinario concentrato di sognatori e truffatori, idealisti e affaristi: gli ”europei di sabbia” venivano chiamati, perché dal grande mare di dune che occupava due terzi dell’Egitto erano attratti e respinti, lo violavano e ne restavano inghiottiti, vi dilapidavano fortune o ne traevano fama e ricchezza...