Stenio Solinas, Il Giornale, 20/03/1997, 20 marzo 1997
Michael Ondaatje, lo straordinario autore de Il paziente inglese (Garzanti) da cui è stato tratto l’omonimo film pluricandidato all’Oscar, ha fatto proprio questo: il suo conte Lasdislaus de Almàsy, che, ustionato in modo irreparabile per l’abbattimento del suo aereo, giace in una villa toscana alla fine della guerra, è realmente esistito: in quella Cairo degli anni Trenta prima ricordata, fu un personaggio di spicco; fra gli esploratori del deserto ebbe un ruolo di rilievo; nello scenario bellico in cui quest’ultimo si tramutò, agì da protagonista
Michael Ondaatje, lo straordinario autore de Il paziente inglese (Garzanti) da cui è stato tratto l’omonimo film pluricandidato all’Oscar, ha fatto proprio questo: il suo conte Lasdislaus de Almàsy, che, ustionato in modo irreparabile per l’abbattimento del suo aereo, giace in una villa toscana alla fine della guerra, è realmente esistito: in quella Cairo degli anni Trenta prima ricordata, fu un personaggio di spicco; fra gli esploratori del deserto ebbe un ruolo di rilievo; nello scenario bellico in cui quest’ultimo si tramutò, agì da protagonista. Ondaatje ne fa un personaggio romantico e disperato, vittima di un amore clandestino, un uomo ai margini della elegante società europea in Africa di scena in quegli anni. Sgranando via via piccole verità, le rimodella, le ricostruisce, le falsifica, facendole agire all’interno di una storia costruita su misura. Il suo Almàsy così, pur se non è del tutto vero, è verosimile: prende il posto dell’originale, si sostituisce all’uomo in carne e ossa che chiuse la sua esistenza terrena a Salisburgo, nel 1951... Non per le terribili mutilazioni che la fantasia narrativa di Ondaatje gli ha prestato, ma per insufficienza epatica. Ci fu chi sostenne che era stato avvelenato. Aveva 56 anni. Questa è la sua storia, la vera storia del Paziente inglese.