Stenio Solinas, Il Giornale, 20/03/1997, 20 marzo 1997
Capelli castani lisci, stempiato, alto e un po’ curvo. Lazlo de Almàsy alla metà degli anni Venti è al Cairo: frequenta i circoli aristocratici, riannoda i fili delle sue amicizie scolastiche: dai college britannici escono i Newbold, i Bagnold, i Clayton East, i King, i Ball
Capelli castani lisci, stempiato, alto e un po’ curvo. Lazlo de Almàsy alla metà degli anni Venti è al Cairo: frequenta i circoli aristocratici, riannoda i fili delle sue amicizie scolastiche: dai college britannici escono i Newbold, i Bagnold, i Clayton East, i King, i Ball... tutti nomi che si incroceranno nelle spedizioni di quegli anni, ora in competizione ora alleati, mai nemici, pronti a scambiarsi consigli e suggerimenti. Con il principe F. A. di Liechtenstein attraversa in macchina l’Africa Orientale. L’utilizzo delle ruote sulla sabbia è allora considerato una pazzia. Nel suo Sudan Notes and Records proprio Newbold scrive, ancora nel 1928, che «solo mezzi cingolati possono avere qualche chance di attraversare il deserto. Penetrarvi con delle auto leggere sarebbe impossibile nel migliore dei casi, oppure disastroso». Almàsy dimostra che non è così. Monta degli speciali pneumatici a bassa pressione e attraversa il Sudan e l’Egitto: è il 1929.