Stenio Solinas, Il Giornale, 20/03/1997, 20 marzo 1997
Con l’armata di Rommel in Libia è il titolo del libro che, nel 1943, Almàsy pubblica in patria. Le sue imprese gli sono valse la croce di ferro, e le racconta senza iattanza
Con l’armata di Rommel in Libia è il titolo del libro che, nel 1943, Almàsy pubblica in patria. Le sue imprese gli sono valse la croce di ferro, e le racconta senza iattanza. Non può dilungarsi sulla più celebre, perché riguarda un’operazione segreta, chiamata in codice Salaam. consistita nel far entrare al Cairo, dalla Libia, John Eppler, ”l’uomo del Nilo”, che nella capitale egiziana doveva montare una base di reclutamento e di informazioni. Ce lo ha portato percorrendo 2.500 chilometri di deserto: lo ha depositato come un pacco alla periferia di Assiout, sull’Alto Nilo, poi è riscomparso fra le dune. Al Cairo Eppler sarà aiutato da un ufficiale egiziano esperto in radiotrasmittenti: si chiama Anwar Sadat e guiderà l’Egitto negli anni Settanta... Quando Rommel si è congratulato per l’esito dell’impresa, Almàsy ha replicato: «Avrei potuto portarmi dietro un’intera armata». Lo specialista sa quello che vale. La fine della guerra lo coglie a Budapest. Allorché i soldati russi lo arrestano, è un uomo malato. Al processo è accusato di essere un criminale di guerra: gli rinfacciano il suo libro e il suo appoggio a Rommel. Almàsy si difende dicendo di aver fatto il proprio dovere: ufficiale dell’esercito ungherese, ha ricevuto dal capo di stato maggiore dell’aviazione, generale Valdemer Kenesse, l’ordine di recarsi in Egitto e di affiancare i tedeschi: ha ubbidito. In Ungheria c’è in quel momento un governo di coalizione nazionale, i comunisti non sono ancora egemoni e la Repubblica popolare non è stata ancora proclamata. Il tribunale lo proscioglie dalle accuse.