Maurizio Valentini, L’Espresso, 27/02/1997, 27 febbraio 1997
Negli Usa sono le piccole e medie imprese a creare posti di lavoro. Il marketing, gli affari tributari, la contabilità, sono le attività che dalla fine degli anni Ottanta hanno cominciato ad essere espulse dalle grandi imprese, insieme al personale che le svolgeva, per essere affidate a società esterne
Negli Usa sono le piccole e medie imprese a creare posti di lavoro. Il marketing, gli affari tributari, la contabilità, sono le attività che dalla fine degli anni Ottanta hanno cominciato ad essere espulse dalle grandi imprese, insieme al personale che le svolgeva, per essere affidate a società esterne. Il downsizing delle grandi imprese è stata la premessa per il boom delle piccole. Lo sviluppo è stato tumultuoso. Nel 1995 il 60% di tutti i posti di lavoro è stato creato dalle società di servizi alle imprese, mentre un altro 20% è stato prodotto dalle società che affittano manodopera qualificata per le esigenze del mondo industriale. Il modello americano offre oggi più posti di lavoro del modello europeo proprio per la capacità delle piccole e medie imprese di fornire servizi che le grandi società non possono più soddisfare al proprio interno, causa i costi eccessivi.