Giovanni Mariotti, Corriere della Sera, 20/03/1997, 20 marzo 1997
Davvero sotto le mura di Troia, e sulle intricate rotte dei ritorni in Grecia, le cose andarono come Omero le racconta? Gli antichi si ponevano questa domanda, che noi non ci poniamo più
Davvero sotto le mura di Troia, e sulle intricate rotte dei ritorni in Grecia, le cose andarono come Omero le racconta? Gli antichi si ponevano questa domanda, che noi non ci poniamo più. Alcuni credevano che Apollo e le Muse per primi avessero cantato quei versi, da ritenere perciò veridici e sacri; altri, che l’autore fosse un uomo, dunque potesse sbagliare, o anche mentire consapevolmente. Quell’uomo - il poeta di nome Omero - aveva viaggiato attraverso la Grecia, di città in città per raccogliere notizie sulle imprese e sui ritorni degli eroi, prima che se ne cancellasse la memoria; quanto all’epoca in cui la sua inchiesta aveva avuto luogo, le stime divergevano: secondo alcuni, 24 anni erano trascorsi dai fatti di Troia, quando Omero, invocata la Musa, cominciò a raccontare; secondo altri, 127 secondo altri ancora, 160.