Massimiliano Lussana, Il Giornale, 22/12/1996, 22 dicembre 1996
Quando decidono che il loro gruppo deve votare a favore sembrano Fonzie, quello di ”Happy Days”: pugno chiuso e pollice in alto
Quando decidono che il loro gruppo deve votare a favore sembrano Fonzie, quello di ”Happy Days”: pugno chiuso e pollice in alto. Manca solo l’«ehy!» o lo «uauauauau!» pronunciato con voce sensuale e intonazione a stelle e strisce, ma il concetto è quello. Quando invece stabiliscono che i propri compagni devono bocciare un disegno di legge o un emendamento, invertono il pollice come gli imperatori nel Colosseo: e, infatti, quando il pollice è verso, il provvedimento in questione fa generalmente la stessa tragica fine dei gladiatori nell’arena. Quando si astengono infine, si rivolgono ai propri colleghi di partito col pugno chiuso. Motivo per cui quelli di Rifondazione vorrebbero sempre astenersi. E invece, una volta, proprio l’altro giorno, Giovanni De Murtas ha alzato il pollice in alto. Era la volta sbagliata e il povero deputato comunista sardo è stato sottoposto a un processino per aver indotto i compagni Rifondatori a votare a favore di un maxiemendamento sull’emittenza contro cui i Bertinotti-boys avevano fatto fuoco e fiamme. Per la cronaca, il processino si è concluso con l’assoluzione per insufficienza di prove e la colpa è stata data all’eccessiva velocità con cui Luciano Violante aveva posto in votazione gli emendamenti, inducendo il povero De Murtas all’errore.