Massimiliano Lussana, Il Giornale, 22/12/1996, 22 dicembre 1996
Nella difficile arte di alzare e abbassare i pollici, Ballaman è uno dei maestri. O forse uno degli studenti: perché, per i deputati che vengono investiti del compito di dare la linea al proprio gruppo, la preparazione delle sedute richiede notti in bianco per studiarsi migliaia di emendamenti
Nella difficile arte di alzare e abbassare i pollici, Ballaman è uno dei maestri. O forse uno degli studenti: perché, per i deputati che vengono investiti del compito di dare la linea al proprio gruppo, la preparazione delle sedute richiede notti in bianco per studiarsi migliaia di emendamenti. Non c’è alternativa: perché in pochi secondi bisogna decidere come voteranno decine di compagni, in qualche caso centinaia, e qualunque incertezza potrebbe portare all’errore tutto il gruppo. Studiare o sbagliare, ”tertium non datur”. O forse sì, c’è pure la terza via, la linea post-dc: «Bisogna stare attenti - spiega il buttiglioniano Angelo Sanza - agli emendamenti precedenti. Molto spesso le proposte di modifica vengono votate a gruppi ed emendamenti simili si susseguono». Pollice in alto e pollice verso, pollice verso e pollice in alto. In questi giorni, in cui si vota su decine di decreti e migliaia di emendamenti alla Finanziaria, i malcapitati deputati incaricati di segnalare la linea dei rispettivi gruppi rischiano di slogarsi le dita. «I nostri, poi - ride il riformatore di Forza Italia, Peppino Calderisi - sono sempre un po’ indecisi, spesso tengono il pollice a metà strada, prontissimo a girarsi in velocità».