Paolo Griseri, Il Manifesto, 14/03/1997, 14 marzo 1997
«La Fiat se ne va da Torino o, più semplicemente, la Fiat lavora perché Valentino Castellani se ne vada da palazzo civico? Nessuno, a Torino, pone la questione in termini tanto crudi, ma tutti sanno che la telenovela infinita sui costi dello stadio Delle Alpi si drammatizza in questi giorni perché il 27 aprile la città dovrà scegliere il nuovo sindaco
«La Fiat se ne va da Torino o, più semplicemente, la Fiat lavora perché Valentino Castellani se ne vada da palazzo civico? Nessuno, a Torino, pone la questione in termini tanto crudi, ma tutti sanno che la telenovela infinita sui costi dello stadio Delle Alpi si drammatizza in questi giorni perché il 27 aprile la città dovrà scegliere il nuovo sindaco. E presentarsi agli elettori avendo lasciato partire dalla città una delle poche certezze di un territorio in crisi d’identità, equivale a un suicidio politico [...] Come si vede, diverse partite si giocano intorno allo stadio di Torino. E la questione, concreta, l’affitto dell’impianto, è decisamente secondaria rispetto al grumo di significati simbolici e preoccupazioni che lo spettacolo della trattativa mette in moto. I più continuano a scommettere sul fatto che la dirigenza bianconera sta bluffando, e forse hanno ragione. Anche se il gioco si è spinto molto avanti e non sarà facile uscirne. I più maligni pensano che la fuga possa essere di breve periodo, magari solo per un anno, il tempo necessario a danneggiare la campagna elettorale di Castellani magari sperando che il candidato del Polo, Raffaele Costa, ex compagno di partito di Chiusano, una volta diventato sindaco, sia più sensibile ai diktat bianconeri».