Ermanno Bencivenga, La Stampa, 19/04/1997, 19 aprile 1997
Ma la teoria del caos ha dimostrato che il tempo, il mercato azionario e mille altri sistemi (tutti i sistemi di un certo interesse, a quanto pare) contraddicono entrambi i principi
Ma la teoria del caos ha dimostrato che il tempo, il mercato azionario e mille altri sistemi (tutti i sistemi di un certo interesse, a quanto pare) contraddicono entrambi i principi. Da un lato, afferma De Vany, «l’approccio che cerca di ridurre un fenomeno complesso ai suoi elementi è fallito: nel campo dell’intelligenza artificiale, per esempio, si è dovuto ammettere che è un intero organismo a muoversi e a imparare, che la mente non è localizzata in un punto ma distribuita su tutto il corpo e che dunque se non si studia tutto insieme non si capisce niente». Dall’altro, è emersa la straordinaria (e scoraggiante) ”sensibilità” di questi fenomeni alle loro condizioni iniziali: contrariamente alle aspettative le funzioni che ne regolano l’andamento sono altamente non lineari, e dunque una variazione anche minima nell’input può causare variazioni catastrofiche nell’output. Come scoprì (per caso) il meteorologo Edward Lorenz nel 1961 imbattendosi per primo nella teoria del caos, il battito d’ali di una farfalla in Brasile può provocare domani un uragano in North Carolina.