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 1997  aprile 19 Sabato calendario

A determinare il fatto che la gente vada o non vada a vedere un certo film è, nel linguaggio della teoria del caos, una «cascata informativa»

A determinare il fatto che la gente vada o non vada a vedere un certo film è, nel linguaggio della teoria del caos, una «cascata informativa». «Informativa» perché dipende da quel che dicono gli altri (amici, conoscenti, giornali...), «cascata» perché cresce in modo esponenziale e funziona perlopiù molto rapidamente. Nella grande maggioranza dei casi, il destino di un film si decide nei suoi primissimi giorni di vita: in un campione di 300 film studiato da De Vany, solo un film su sei era durato più di due settimane e solo uno su venti più di quindici settimane. E si tratta di un destino spesso impietoso: il 20% del campione si era preso l’80% degli incassi, lasciando gli altri 240 film a spartirsi le briciole. Non c’è modo di controllare la cascata informativa, secondo De Vany. «Il genere di un film non ha importanza. I film migliori anzi sono spesso difficili da categorizzare. Per esempio, a che genere apparteneva Forrest Gump? La gente non lo sapeva, e non le interessava. Solo dopo il suo successo alcuni critici hanno tentato di inventare un genere in cui collocarlo». Né le star sono una garanzia. Oggi gli esperti sostengono che solo sei attori (Tom Cruise, Harrison Ford, Mel Gibson, Tom Hanks, Arnold Schwarzenegger e John Travolta) sono in grado di determinare il successo di un film ma la presenza di Schwarzenegger non ha influito sulla tiepida accoglienza di Last Action Hero e ognuno dei sei può incocciare da un giorno all’altro nel suo Waterworld (il film-flop con Kevin Costner), finendo così per essere escluso dalla lista. (Inversamente la Fox ha rifiutato di fare Il paziente inglese perché il produttore non voleva saperne di sostituire Kristin Scott Thomas con Demi Moore, e adesso piange sui nove Oscar sacrificati allo star system).