Giovanna Grassi, Corriere della Sera, 14/04/1997, 14 aprile 1997
I titoli dei film più sono corti meglio funzionano e possibilmente devono essere formati da due parole, auspicabili senza articolo, come *Arma letale* (ossia in Usa *Lethal weapon*) o come l*atteso *Absolute power* di e con Clint Eastwood
I titoli dei film più sono corti meglio funzionano e possibilmente devono essere formati da due parole, auspicabili senza articolo, come *Arma letale* (ossia in Usa *Lethal weapon*) o come l*atteso *Absolute power* di e con Clint Eastwood. I titoli, dunque, si restringono sempre di più, da *Cape Fear* a *Forrest Gump*. O come *Forget Paris* di Billy Crystal e l*imminente in Italia *Liar liar* con Jim Carrey, che si è battuto personalmente per questo titolo, che significa Bugiardo bugiardo ed è già diventato uno slogan dei bambini oltreoceano. La scelta breve è ormai molto competitiva e viene fatta sempre più spesso dalle grandi compagnie che tendono a lasciare lo stesso titolo corto e comprensibile anche per il mercato europeo per non perdere l*immagine pubblicitaria della pellicola. Basta scorrere gli elenchi dei prossimi titoli per rendersi conto della preferenza: *The fifth element* di Luc Besson è il film sul quale punta in Usa la Columbia TriStar, major emblematica della tendenza.