Franco Bechis, MF, 18/04/1997, 18 aprile 1997
Torniamo indietro: prima mi ha letto la lettera che avrebbe inviato alla camera: lei si era impegnato a restituire i 3 miliardi a Bonifaci inderogabilmente entro 90 giorni
Torniamo indietro: prima mi ha letto la lettera che avrebbe inviato alla camera: lei si era impegnato a restituire i 3 miliardi a Bonifaci inderogabilmente entro 90 giorni. Il prestito è avvenuto il 17 maggio ’96. Eppure lei mi dice che oggi, a metà aprile ’97, quasi un anno dopo, deve ancora pensare a come restituirglieli. Perché? «Eh, perché abbiamo poi concordato con lui un’altra proroga, sempre allo stesso tasso concordato. Lui è stato d’accordo. Io a questo punto, siccome ho avuto il finanziamento, stavo concordando altre operazioni di vendita, stavo proprio in queste settimane, diciamo, chiudendo tutte le partite, tipo questa qua. Anche altre partite che abbiamo, di indebitamento più generale. Quindi non c’è niente di arcano niente di misterioso, assolutamente...». Nel frattempo è scattato l’accordo con le banche? «Sì, ma sono due cose diverse...». Sono sempre soldi, cosa c’è di diverso? «I soldi concordati con le banche, non vanno alla direzione del partito. Quel finanziamento da 50 miliardi fatto dalle banche è concesso alla società Beta immobiliare, a fronte di ipoteche sul proprio patrimonio, e finalizzato a chiudere i debiti dell’Unità spa in liquidazione. Magari avessi potuto utilizzare io i 25 miliardi del nuovo prestito bancario concessoci dalle banche con la prima tranche dei 50 previsti... Oltretutto quei soldi sono arrivati solo qualche mese fa, e la seconda tranche non li abbiamo...» (Francesco Riccio, tesoriere Pds, a Franco Bechis).