Giovanna Grassi, Corriere della Sera, 14/04/1997, 14 aprile 1997
Nel suo listino d’oltreoceano per tutto il ’97, i film hanno soprattutto due parole, al massimo tre, nel titolo: ”Desperate measures” di Barbet Schroeder con Michael Keaton, ”Excess baggage” di Marco Brambilla con Alicia Silverstone, ”Starship troopers” di Paul Verhoeven con Casper Van Dien, ”Old friends” di James L
Nel suo listino d’oltreoceano per tutto il ’97, i film hanno soprattutto due parole, al massimo tre, nel titolo: ”Desperate measures” di Barbet Schroeder con Michael Keaton, ”Excess baggage” di Marco Brambilla con Alicia Silverstone, ”Starship troopers” di Paul Verhoeven con Casper Van Dien, ”Old friends” di James L. Brooks con Jack Nicholson, ”Amy Foster” di Beeban Kidron con Vincent Perez, ”Donnie Brasco” di Mike Newell con Al Pacino, ”Air-Force One” di Wolfgang Petersen con Harrison Ford. Gli altri hanno una sola parola: ”Anaconda”, ”Buddy”, ”Gattaca”, ”Kilronan”, ”Stinkers”. I problemi cominciano a diventare molti perché i giochi di parole, con vocaboli sfruttatissimi, sono ormai ridotti anche se, come ha dichiarato Nick James caporedattore di ”Sight and Sound”: «Sino a 20 anni fa, Hollywood non ripeteva i titoli e cercava sempre nuove etichette. Ora, visti i risultati al botteghino di alcuni film popolari, si tende a riciclarli con nuovi aggettivi».