Mario Deaglio, La Stampa, 22/03/1997; Anna Venturino, Mf, 19/03/1997; Innocenzo Cipolletta, Il Sole 24 ore, 22/03/1997; P.F.D.T., La Repubblica, 19/03/1997., 22 marzo 1997
Per Mario Baldassarri l’unica soluzione sarebbe una manovra strutturale che tocchi il sistema pensionistico, la sanità e la pubblica amministrazione
Per Mario Baldassarri l’unica soluzione sarebbe una manovra strutturale che tocchi il sistema pensionistico, la sanità e la pubblica amministrazione. Il resto «è solo paglia nel fuoco». Per Innocenzo Cipolletta mettere un’età minima per andare in pensione che sia prossima ai 60 anni farebbe risparmiare, solo nel 1997, oltre 4 mila miliardi senza ridurre il reddito dei pensionati. Per Mario Deaglio ci sono quattro direzioni nelle quali il governo dovrebbe muoversi. Primo, il contenimento delle spese degli organi elettivi e cioè dei Consigli provinciali, regionali e del Parlamento: il loro funzionamento è troppo oneroso e i parlamentari hanno un sistema pensionistico troppo generoso. Risultati: rilegittimazione politica delle istituzioni e qualche centinaio di miliardi di lire di risparmio. Secondo, il governo dovrebbe richiedere un ”contributo speciale di solidarietà” ai lavoratori delle banche e delle altre società in crisi il cui posto viene salvato grazie all’azione del governo; Alitalia e Banco di Napoli costano migliaia di miliardi al Tesoro e le retribuzioni dei loro dipendenti sono superiori alla media dei rispettivi settori, a livello sia nazionale che internazionale. Terzo, il governo dovrebbe provvedere al riutilizzo dei beni e dei capitali finanziari confiscati agli appartenenti alle organizzazioni malavitose. Quarto, non aver paura di fare cosmetica contabile, come hanno già fatto massicciamente francesi, tedeschi e spagnoli. A sostegno delle tesi di Deaglio, si può forse ricordare questa considerazione del premio Nobel per l’Economia Franco Modigliani: «I parametri sono stupidi».