Nunzia Vallini, Corriere della Sera, 19/04/1997; Tiziano Zubani, La Repubblica, 20-22-/04/1997; Andrea Biglia, Corriere della Sera, dal 20 al 26/04/1997; Vincenzo Corbetta, La Stampa, 20/04/1997; Luca Fazzo, La Repubblica, 21-24-25/04/1997; Fabio Poletti,, 19 aprile 1997
Nella notte tra giovedì 17 e venerdì 18 aprile, i Carabinieri di Capriolo ricevono una chiamata da Signoroni Mariangela
Nella notte tra giovedì 17 e venerdì 18 aprile, i Carabinieri di Capriolo ricevono una chiamata da Signoroni Mariangela. Costei racconta che uno o due stranieri, forse albanesi, sicuramente slavi perché chiari di carnagione, visibile nonostante le calze di nylon sul viso, si sono introdotti in casa sua, volevano rubare qualcosa, lei dormiva nella stanza del bambino che ha l’influenza, il marito nella camera matrimoniale. Il marito, sentito un rumore, si è svegliato e s’è trovato di fronte due tizi che lo hanno colpito con un coltello e un bastone. Lui è riuscito a strappare la maschera ad un malvivente ed anche un guanto, di gomma, ma l’altro slavo-albanese lo ha preso alle spalle e gli ha infilato un coltello in gola. Aiuto! Hanno minacciato di uccidere il bambino! Mi hanno violentata! Sono scappati scavalcando la staccionata, si son presi un milione ma hanno lasciato i gioielli! I carabinieri arrivano alle due del mattino e constatano che il marito ha ricevuto trenta coltellate al collo e all’addome, ma leggere. Guarirà presto. Verbalizzano la descrizione dei due assalitori: uno alto 1 e 80, magro, capelli scuri, lunghi e ricci; l’altro alto 1 e 60, corporatura normale, capelli scuri a caschetto, viso ovale. Non c’è dubbio, pensano, sono slavi. E inoltre: non mettono la villa sotto sequestro, permettono alla Signoroni Mariangela di restare sola in casa per qualche minuto, non compiono alcun rilievo sicché alle cinque di mattina la Signoroni - rientrata in casa dall’ospedale - può lavar via, aiutata da un’amica, le tracce di sangue.