Roberto Gervaso, Il Messaggero, 21/04/1997, 21 aprile 1997
La vista di tanti malati e di tanto dolore ha rafforzato la sua fede, l’ha indebolita o gliel’ha fatto perdere? «La vista di tanti malati e di tanto dolore ha rafforzato il mio laicismo
La vista di tanti malati e di tanto dolore ha rafforzato la sua fede, l’ha indebolita o gliel’ha fatto perdere? «La vista di tanti malati e di tanto dolore ha rafforzato il mio laicismo. Non posso pensare a un disegno divino così perverso. Per questo non ho fede». Allora, come diceva Monod, tutto è caso. Anche la necessità. «Sì. Nessuna norma etica regola l’evoluzione. ”Tutti lottano contro tutti, è una carneficina universale”, come diceva un grande pensatore protestante». Anche per lei la salute ”è uno stato provvisorio che non lascia presagire niente di buono”? « un bel paradosso. Anche perché, col passare degli anni, la salute non può che peggiorare ». Lei, come la definirebbe? «Non solo assenza di malattia, ma anche piacevole condizione di vita». Se le dicessero: ”Hai un cancro”? «Dipende da quale cancro». Un brutto cancro. «Attaccato, passerei al contrattacco. Reagirei in modo razionale. Cercherei la via migliore per guarire, senza mai perdere la speranza».(Umberto Veronesi a Roberto Gervaso)