Domenico Siniscalco, Il Sole 24 ore, 25/04/1997; Andrea Bonanni, Corriere della Sera, 13/02/1997., 25 aprile 1997
«Mi ribello ai giudizi da ragionieri». (Oscar Luigi Scalfaro) «Credo che la politica italiana avrebbe dovuto avere, in passato, un riguardo molto maggiore per i ragionieri
«Mi ribello ai giudizi da ragionieri». (Oscar Luigi Scalfaro) «Credo che la politica italiana avrebbe dovuto avere, in passato, un riguardo molto maggiore per i ragionieri. [...] la ragioneria è una disciplina mentale prima ancora che una tecnica contabile. Ed è proprio questa disciplina che è mancata al nostro Stato e alla nostra classe politica. Abbiamo un bilancio pubblico assolutamente illeggibile, in spregio a ogni regola di trasparenza democratica. Il disavanzo tendenziale cresce per motivi spesso incomprensibili agli stessi ministri, nascondendo iniquità e sperequazioni di ogni tipo. Il disavanzo non quadra con le variazioni del debito, perché alcune spese e alcune entrate influenzano direttamente il debito, ma non passano per il conto economico! [...] Ma quello che è più grave è che i budget, contenuti nel documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef) e nel bilancio dello Stato, sono sistematicamente sbagliati perché alla buona amministrazione ragionieristica si è troppo spesso sostituito il principio della volontà politica». (Domenico Siniscalco). «La Bundesbank non crede che l’Italia possa compiere il miracolo di ridurre effettivamente e durevolmente il deficit nei pochi mesi che rimangono. Il dubbio è lecito, ed i dati sono lì a dimostrarlo: solo in un caso, nel 1986, il consuntivo del fabbisogno non ha superato le previsioni. Nell’81 abbiamo sfondato di 8 mila miliardi, nell’82 di 22 mila, nell’83 di 18 mila, nel ’90 di 7 mila, nel ’91 di 11 mila, nel ’92 di 8 mila, nel ’94 ancora di 11 mila, nel ’96 di 15 mila (Andrea Bonanni).