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 1997  aprile 24 Giovedì calendario

«Non posso non osservare che la Germania ha annunciato misure di aggiustamento dei propri conti e che la Francia ha addirittura scelto la via di nuove elezioni con l’esplicita motivazione di dar forza a un nuovo governo cui toccherà di prendere severe decisioni per entrare in Europa col primo gruppo»

«Non posso non osservare che la Germania ha annunciato misure di aggiustamento dei propri conti e che la Francia ha addirittura scelto la via di nuove elezioni con l’esplicita motivazione di dar forza a un nuovo governo cui toccherà di prendere severe decisioni per entrare in Europa col primo gruppo». (Romano Prodi). «Bruxelles usa due pesi e due misure quando valuta Germania e Francia e quando valuta l’Italia, ma lo fa, purtroppo, con ragione, anche perché nei casi di Germania e Francia non si trova di fronte a governanti pronti a qualunque contorsione pur di non pagare i prezzi che l’Europa comporta. una mentalità, questa, che viene da lontano. la mentalità che pretende di separare conti pubblici e moralità politica, i duri ”fatti” che stanno sotto le cifre e una non meglio precisata ”volontà politica” che dovrebbe, solo in virtù della sua manifestazione, essere in grado di ignorare i fatti, faresene addirittura beffa. [...] Solo che una cosa è dire bugie al proprio Paese (per un po’ di tempo ci si può anche riuscire: basta controllare la Rai e altri mezzi di comunicazione e contare su vaste complicità), tutt’altra cosa è tentare di farlo in Europa. [...] Il giudizio negativo dell’Unione Europea riguarda in realtà la nostra inaffidabilità politica. Non è lo scostamento dello 0,1 o dello 0,2 ciò che conta. il fatto che non siamo credibili. il fatto che nessuno crede, nonostante gli sforzi dei nostri valorosissimi commissari italiani Monti e Bonino, che saremo davvero capaci di pagare i prezzi necessari a onorare i nostri impegni. D’altra parte basta fare un rapido bilancio: delle privatizzazioni non parla più nessuno; siamo stati capaci di rinviare ogni intervento sui nodi strutturali della finanza pubblica perché incombevano, niente meno, delle (parziali) elezioni amministrative; abbiamo fatto una manovra economica che non risolve nulla; e soltanto un incosciente potrebbe essere disposto a scommettere anche solo una modestissima cifra sul fatto che Ciampi e Prodi riusciranno a imporre a Rifondazione e ai sindacati una seria riforma del Welfare State. [...] certamente vero, come si sente sempre più spesso dire, che l’Europa non può e non deve essere ”ridotta” ai soli parametri di Maastricht. Ma è ugualmente vero che si guadagneranno il diritto di dirlo solo quegli europei che avranno dimostrato di saper onorare gli impegni presi. Gli altri no, gli altri non ne avranno il diritto. E, soprattutto, non avranno alcuna voce in capitolo.» Angelo Panebianco.