Federico Rampini, La Repubblica, 23/04/1997; La Stampa, 24/04/1997., 23 aprile 1997
« chiaro che tutti pensano che è meglio partire con l’Euro senza l’Italia. Il problema non è soltanto Kohl
« chiaro che tutti pensano che è meglio partire con l’Euro senza l’Italia. Il problema non è soltanto Kohl. La moneta unica è un treno che passa una volta sola e nessuno vuol correre il rischio dell’implosione. E c’è un periodo delicatissimo: il rodaggio fra il 1999 ed il 2002. Tre anni nei quali all’Euro continueranno a coesistere le monete nazionali, con cambi fissi e difesa illimitata da parte della Banca centrale europea. Il che vuole anche dire: promessa di guadagni illimitati se la speculazione punta contro una moneta debole e vince, perché la moneta debole esce. Il potere di decidere non corre solo su un asse politico Bonn-Parigi. C’è anche un altro potere diffuso, che per comodità si può situare su un’asse New York-Londra-Francoforte: è quello dei mercati. Che hanno memoria d’elefante e giudicano l’Italia - la sua inflazione, i suoi debiti - per quel che è stata negli ultimi venti anni.» Un ex banchiere centrale, ora alto dirigente della Commissione: «La Francia ha impiegato anni per persuadere i mercati del suo virtuosismo, e per veder scendere i propri tassi d’interesse al livello di quelli tedeschi. Dunque per l’Italia c’è ancora molto da fare» (Mario Monti).