Massimo Gramellini, La Stampa, 21/04/1997, 21 aprile 1997
Mentre l’ardita Ardito smazzava e sorteggiava come un frullatore, un delirio d’inflessibile onestà si impossessava dell’intera macchina organizzativa
Mentre l’ardita Ardito smazzava e sorteggiava come un frullatore, un delirio d’inflessibile onestà si impossessava dell’intera macchina organizzativa. «Dove va?, si qualifichi», intima il commesso sulla porta alla ragazza del pubblico che si guarda le punte dei mocassini panterati: «Donego Susanna». «Desidera?», strilla il vocione polifemico. «Sono insieme alla qui presente Donelli Miriam...» «Ha detto Miriam?». «Sì, l’ho portata al posto del previsto Torri Adalberto. può entrare con me?». «Ha detto Miriam, eh? Infatti qui risulta un Adalberto, ma nessuna Miriam, niente da fare». «Ma se l’altra volta...». «Desidera?», che a Roma è un modo astruso e terribile di minacciare sfracelli.