Massimo Gramellini, La Stampa, 21/04/1997, 21 aprile 1997
Dentro gli studi l’onestà è persino peggio. Il direttore di Rai1 Giovanni Tantillo sguscia come un furetto da un angolo all’altro dei camerini, quasi avesse un metal detector al posto del naso
Dentro gli studi l’onestà è persino peggio. Il direttore di Rai1 Giovanni Tantillo sguscia come un furetto da un angolo all’altro dei camerini, quasi avesse un metal detector al posto del naso. «Che settimana, che settimana», borbotta fissando la borsetta che Wilma Goich ha dimenticato come al solito su un tavolino. Chi oserà mai rubarla, con un Tantillo del genere nei paraggi? Accompagnato dal suo surreale assistente don Felice («e se fossi un truffatore vestito da prete?»), Don Mazzi appare più rigido di un cavaliere medievale. «Ho detto che Mara intende devolvere alla mia comunità i cento e più milioni dei quiz truffati. Grazie, ma non li voglio. I soldi sporchi non si puliscono con un’opera di bene. Per me quelli sono come i fondi sequestrati alla mafia. Macchiati per sempre. Se li tengano. Io, d’altronde ero contro i giochi in denaro fin dall’inizio. Sono immorali: una bella bicicletta, una radiolina a transistor, un monopattino, quelli sono premi che approvo».