Antonio Gambino, Il Messaggero, 21/04/1997; Igor Man, La Stampa, 20/04/1997., 21 aprile 1997
Il colpo di Stato. Il 26 dicembre del 1991 il Fis, diretto da Abassi Madani, stravince il primo turno delle prime elezioni politiche multipartitiche nella storia dell’Algeria
Il colpo di Stato. Il 26 dicembre del 1991 il Fis, diretto da Abassi Madani, stravince il primo turno delle prime elezioni politiche multipartitiche nella storia dell’Algeria. Il Fis preannuncia che, una volta al governo, instaurerà uno stato islamico. Un Alto Consiglio militare prende allora il potere, annulla il secondo turno di votazioni e instaura nel Paese un regime di repressione. Mette il Fis fuorilegge, incarcera i suoi capi e interna nei campi di concentramento migliaia di militanti islamici. «Esercito e nomenklatura, profilandosi la vittoria al secondo turno del Fis, per non perdere il potere strozzarono nella culla la democrazia appena nata proclamando, a mo’ di giustificazione, che l’avvento dei ”barbuti” avrebbe ”sicuramente impedito ogni forma di prassi democratica”» (Igor Man). Da quel momento iniziano i massacri. Nel novembre ’95, nelle prime elezioni presidenziali con più candidati, viene confermato alla carica di capo dello Stato il presidente Liamine Zeroual che fallisce nell’obiettivo di riconciliazione con il Fis. La sua elezione, giudicata un imbroglio, accentua l’ondata di terrorismo islamico.