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 1995  novembre 18 Sabato calendario

Liamine Zeroual, 56 anni, brizzolato, sopracciglia foltissime, baffetti grigi, sguardo freddo e distaccato

Liamine Zeroual, 56 anni, brizzolato, sopracciglia foltissime, baffetti grigi, sguardo freddo e distaccato. A 16 anni era già un piccolo eroe. Nato nel wilaya (distretto) di Batna, 500 chilometri a sud-est di Algeri, entra giovanissimo nell’esercito di liberazione che combatte contro i francesi. A 21 anni è già ufficiale. Alla fine della guerra d’indipendenza (’54-62) è uno dei giovani leoni dell’esercito algerino. Nell’89 diventa capo di Stato maggiore. Nel ’90 osa contrapporre le sue idee politiche - più aperte e critiche nei confronti del sistema a partito unico - a quelle del presidente Chadli Benjedid, che lo spedisce a Bucarest, nel dopo Ceausescu, come ambasciatore. Zeroual si dimette però dopo pochi mesi dichiarando che non gli va «di essere pagato per non fare nulla». Non partecipa al colpo di Stato del ’92 (vedi sopra) e può quindi far da mediatore tra l’ala dura dei militari e quella morbida. Ministro della Difesa nel giugno del ’93, presidente il 30 gennaio del ’94. Nel novembre ’95 ottiene la legittimazione popolare che gli mancava. Secondo le cifre ufficiali, va a votare il 74,92 per cento degli algerini, Zeroual viene eletto con un margine consistente (61,4 per cento) nonostante le minacce degli integralisti che avevano chiamato al boicottaggio.