Arturo Zampaglione, La Repubblica, 30/04/1997, 30 aprile 1997
Secondo tre ex funzionarie, la banca d’affari Liebermaum - 300 dipendenti, quartiere generale a Long Island, fama di ottimi investimenti - sarebbe un «inferno del sesso»: dirigenti assatanati, show con spogliarelliste, festini tra lesbiche, proposte oscene eccetera
Secondo tre ex funzionarie, la banca d’affari Liebermaum - 300 dipendenti, quartiere generale a Long Island, fama di ottimi investimenti - sarebbe un «inferno del sesso»: dirigenti assatanati, show con spogliarelliste, festini tra lesbiche, proposte oscene eccetera. Le tre hanno chiesto quasi duecento miliardi di lire per essere state molestate e discriminate. Kimberly Casper, 26 anni, licenziata dalla Lew Liebermaum due anni fa, racconta che «il direttore finanziario della società, Leonard Nehaus, mi aveva ordinato di partecipare a una festa di compleanno organizzata in ufficio per un giovane broker. Avevano assoldato una spogliarellista e sono stata costretta a guardare tutto lo show. Quando però la ragazza si è seduta sulla faccia del festeggiato non ce l’ho fatta più e sono corsa in bagno a vomitare». Linette Cinelli, 25 anni, fino al ’96 ”assistant trader” alla Liebermaum, ha riferito che un altro manager si strusciò sul suo corpo, sbottonandosi i pantaloni e facendole richieste oscene. La signora, al momento dell’assunzione, si vide consegnare una carta di credito aziendale dal vicepresidente Barry Rabkin, che le disse: «Comprati una gonna più corta, farai carriera più velocemente». A Wall Street l’uso di spogliarelliste per rallegrare le feste di compleanno o di addio al celibato è tutt’altro che raro; intorno alle banche d’affari pullulano case d’appuntamento e locali a luci rosse: «Ma è sempre stato così - si difendono i maschi di Wall Street - l’unica cosa diversa è che oggi le ex dipendenti, ipnotizzate dal danaro e strumentalizzate dagli avvocati, ci fanno causa inventandosi ogni cosa».