Marinella Correggia, Il Manifesto, 08/11/1996, 8 novembre 1996
Qual’è il senso di un’associazione di consumatori in Burundi o Niger, in Sierra Leone o in Ciad - o nei molti altri paesi africani dove solo un’esigua minoranza della popolazione ha sufficiente potere d’acquisto e, per guerre e povertà, il primo problema non è la qualità dei consumi ma la loro assenza? In effetti le 100 e più organizzazioni dei consumatori diffuse in 46 paesi africani cercano innanzitutto di difendere il «diritto al soddisfacimento dei bisogni essenziali» (cibo, casa, salute, scuola, igiene) di quelle famiglie, urbane e rurali, per le quali l’aumento dei prezzo di riso e sale è un dramma, quasi quanto il dover ricorrere a un farmaco che costa troppo e spesso è peggiore della malattia
Qual’è il senso di un’associazione di consumatori in Burundi o Niger, in Sierra Leone o in Ciad - o nei molti altri paesi africani dove solo un’esigua minoranza della popolazione ha sufficiente potere d’acquisto e, per guerre e povertà, il primo problema non è la qualità dei consumi ma la loro assenza? In effetti le 100 e più organizzazioni dei consumatori diffuse in 46 paesi africani cercano innanzitutto di difendere il «diritto al soddisfacimento dei bisogni essenziali» (cibo, casa, salute, scuola, igiene) di quelle famiglie, urbane e rurali, per le quali l’aumento dei prezzo di riso e sale è un dramma, quasi quanto il dover ricorrere a un farmaco che costa troppo e spesso è peggiore della malattia.